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7 marzo 2006


Satira, questa sconosciuta


Tutti pensiamo cosa sia la satira, tutti pretendiamo di sapere che cos'è e che cos'è il diritto della libertà d'espressione (vedi articolo attinente alla libertà e ai limiti d'espressione). Anche i politici, le persone di spicco “sanno” cosa sono, e pretendono la loro tutela. Ma vi siete mai domandati se hanno ragione? Vi siete mai domandati se queste persone si son lette e studiate le leggi dei diritti fondamentali dell'uomo?
Quando sentite una notizia in qualsiasi diffusore mediatico, fatevi le seguenti domande: “ma ha ragione?”, “sa quello che dice?”, “è la verità?” oppure “vuole farci sapere quello che vuole o quello che è?”.
E dopo essersi fatti queste domande, indagate! Aprite Google, Yahoo, quel che volete, ma indagate! Andatevi a leggere i diritti, le leggi, le sentenze europee, i trattati, tutto il possibile per farvi un'idea giusta di quello che succede, solo cosi ci si rende conto di chi le “spara grosse” facendosi “cavaliere di ideali falsi” e chi invece è veramente interessato alla giusta informazione.
Stavo leggendo il sito “macchianera.it”, e rimango veramente stupito da un articolo , scritto dal Blog Haramlik , il “Blog di Lia”. Il titolo dell'articolo è “ Inaudita censura di Zapatero alla libertà di satira del Vaticano “.
Leggo di questa storia avvenuta in Spagna, rimanendo stupito, come tanta altra gente che rimane al leggere i titoli degli articoli, e purtroppo, spesso si ferma solo a quelli senza leggere altro o leggendosi solo le classiche ultime righe “conclusive”.
Approfondisco (cosa che possono fare tutti, e ripeto, non mi presento come portatore di verità, perché faccio delle cose che potrebbero fare tutti, non sono nessun prescelto o qualunque cose pensiate di innalzamento sociale della mia persona), leggo la storia per come si è svolta. Rimango scioccato a che livelli di cultura si riescono a raggiungere.

La storia racconta di una radio del vaticano (di cui i proprietari sono è la Conferenza dei Vescovi Spagnoli), la COPE , l'equivalente spagnola della nostra “Radio Maria”, che insieme ad un suo giornalista fanno una telefonata al neo presidente della Bolivia, Morales, fingendosi niente popo di meno che il premier spagnolo, Zapatero. Il presidente boliviano “ci casca”, e crede davvero di parlare col premier spagnolo, arrivando al punto che alla fine Morales annuncia alla nazione della telefonata di Zapatero e del suo invito ad andare a Madrid. Ovviamente dalla Spagna nasce l'imbarazzo, dato che tale telefonata non è mai avvenuta tra i due capi di stato. La sera stessa viene fatta sentire alla radio la telefonata, la notizia si diffonde, fino ad arrivare in Bolivia. Il presidente Morales ovviamente si arrabbia, preso in giro e fatto passare per un imbecille. Al che chiede le scuse dalla Spagna.
Il Governo Spagnolo passa accusando la radio, arrivando anche a vie legali per l'incidente (al che dal sito della radio la radio stessa rimuove il file della telefonata, e da qui le accuse della scrittrice dell'articolo alla censura), infine la vicenda diplomatica si conclude con l'invito di Zapatero (quello vero) a Morales di andare a Madrid.

Se si vuole leggere la storia si può andare al seguente link .

E' inaudito che si facciano scherzi del genere, ed è altrettanto inaudito leggere il commento finale della scrittrice dell'articolo:

Ora: io direi che il caso andrebbe riaperto.
Suggerisco, quindi, che tutti i cittadini danesi, France Soir, Staino, Sofri, Macchiaradio e La Padania - oltre, naturalmente, a Sabina Guzzanti - prendano le distanze dal comportamento liberticida di Zapatero e rilancino la campagna di scherzi telefonici a Evo Morales inaugurata dalla radio vaticana, allo scopo di fare comprendere alla rozza popolazione boliviana e al suo malvestito presidente che la libertà di satira di uno stato europeo quale è il Vaticano non si tocca e che, soprattutto, non si azzardino a boicottare i prodotti spagnoli, ché l’idea di dovermi mettere un intero prosciutto Serrano a mo’ di banner sul blog mi disturba abbastanza.

Mi domando cosa effettivamente risponderebbe Sabina Guzzanti, che a mio parere, risponderebbe che quella fatta dalla radio COPE non è satira.
La Satira non è prendere in giro, la satira è una manifestazione del pensiero, un'opinione, la satira ha un contenuto etico, racconta fatti, spiega, critica, a livello umoristico diciamo, ma non è “presa per il culo e basta”. La satira è un genere (letterario, teatrale, ...) caratterizzato dall'attenzione critica alla vita sociale. Cosa c'è di contenuto etico, di critico, di informatico, di satirico insomma, in una telefonata del genere? Niente.
E per di più una mancanza di rispetto da parte di una radio vaticana, che dovrebbe promuovere la pace, l'amicizia tra i popoli, non la divisione, il conflitto, e infine il razzismo. Perché proprio Morales? Il sito “prensa-latina” denuncia il fatto.

Mi lego al commento del sito gay.tv, che nell'articolo sopra citato nel link , dove spiega, e ripeto, concordo, il conflitto che è nato tra Vaticano e Stato Spagnolo dopo che “ il governo spagnolo ha revocato i finanziamenti statali al clero cattolico , un privilegio secolare e che nessuno aveva mai messo in discussione prima. Provvedimento che si aggiunge all'introduzione del matrimonio gay e del divorzio breve ”.

Ritengo ignobile il gesto della radio, e l'ignobile commento della scrittrice dell'articolo, ritenendo la popolazione boliviana “rozza” e definendo il suo presidente come “malvestito”, proteggendo una libertà di satira di uno “stato europeo” quale il Vaticano che non si dovrebbe toccare. La scrittrice sbaglia dal punto di vista della sua considerazione del popolo boliviano e del suo presidente, essendo un espressione di chiaro stampo etnocentrico (per la definizione di etnocentrismo leggere qui ) di cui si arriva infine al razzismo (essendo l'esasperazione del tasso di etnocentrismo). E cosi come lei anche la radio vaticana, che non si è fatta problemi a compiere un simile atto.




permalink | inviato da il 7/3/2006 alle 2:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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